Principi ed asserti

I principi cui facciamo riferimento sono quelli che, sulla base dell’insegnamento morale e pastorale della Chiesa e della sua Dottrina sociale, debbono indicare sia nella vita privata, sia in quella pubblica la strada su cui un cristiano si incammina per vivere, in comunione, con gli altri esseri la sua vita di relazione e partecipazione al resto della comunità umana.

I principi cui ci ispiriamo sono quelli indicati nei seguenti asserti:

 

CONVERGENZA CRISTIANA 3.0

Convergenza Cristiana 3.0 significa che questa è la terza volta nella recente storia di Italia per cui i cattolici si impegnano e si adoperano per unire il paese.

La Prima fu naturalmente dopo il 1870, quando l’Opera dei Congressi e le mille realtà associative che la componevano fecero entrare nella struttura sociale, economica, culturale e politica del paese i ceti popolari e rurali emarginati dallo Stato Sabaudo, oligarchico e massone, che aveva riunito “manu  militari” l’Italia.

La seconda fu quando il Partito Popolare, prima, e soprattutto la Democrazia Cristiana, poi, operarono la saldatura tra ceti medi borghesi, ceti operai e ceti agricoli, attraverso grandi politiche di riforma e innovazione, ed attraverso l’alleanza tra Democristiani e socialisti, poi abortita nella violenta e cruenta interruzione della terza fase.

La terza è dei nostri giorni, poiché la cosiddetta seconda Repubblica ci ha lasciato un paese profondamente diviso, impoverito e privo di prospettive culturali e politiche, incapace di governare i processi di globalizzazione ed anche di integrazione europea.

E’ su questa base che nascono i nostri asserti, le nostre analisi ed i nostri convegni per tentare di ricompattare il mondo cattolico ( e tutte le persone di buona volontà ) e ridare unità, prospettiva e serenità ai ceti medi ed alla classe operaia impoveriti dalla perdurante crisi, oltre che naturalmente ai numerosissimi poveri che sono finiti a vivere sotto il livello minimo di reddito nel quale si sostanzia la soglia della povertà. Bensì, anche a ridare prospettiva e linfa vitale sia alla classe politica ormai allo sbando e priva di riferimenti forti e chiari, sia ai ceti intellettuali persi nell’inseguimento del “politically correct” e del relativismo più mediocre e sciatto.

3.0 è un termine che chiarisce perfettamente la discontinuità con il passato. Ed infatti la iniziativa politica che si intende proporre ed articolare non è quella di far resuscitare la Democrazia Cristiana, operazione impossibile e ( forse) neanche giusta. ( Al tempo stesso, però è) anche un termine che indica continuità. Ed in effetti noi ci poniamo nella scia dell’interpretazione dinamica e creativa della Dottrina sociale della Chiesa e del Diritto naturale, riproponendoli ed attualizzandoli alla complessiva tematica di oggi riprendendo il discorso  da ‘Centesimus annus’ e da ‘Caritas in veritate’, le ultime grandi pagine scritte su questi temi.

Tutto questo spiega il nostro logo che racconta della globalizzazione che noi vediamo abbracciata dal segno blu, cioè da un segno mariano per eccellenza ed illuminata dalla croce avvolta dalle dodici stelle, cioè dall’amore Mariano, ma guidata dalla Verità e Libertà le quali poi si rapportano in misura diversa tra loro a seconda del brillare dell’intelligenza dell’uomo, tratteggiata da linee argentee curvilinee punteggiate giacché l’equilibrio tra Libertà è Verità è un dato singolare e proprio, specifico di ogni persona.

Tutto questo, infine, dà ragione del nostro essere ‘pro life’, del nostro obiettivo di abrogare la Cirinnà e del nostro atteggiamento fortemente ostile verso ogni e qualunque deriva sociale e politica, che trovi nella radici marxiste, ed idealistiche e nelle derive calviniste e luterane le sue motivazioni ultime ed il suo quadro ideale di riferimento .

3.0 dunque anche nel senso che siamo impegnati a scrivere una pagina nuova, ma in piena continuità con la esperienza di Sturzo, Donati, De Gasperi, Moro e tantissimi altri, nel rapporto tra laicato e gerarchia.

Una pagina che edifichi veramente e non solo a parole una Chiesa quale “popolo di Dio in cammino” e “Sacramento universale di salvezza”.

Una costruzione graduale che passa attraverso la edificazione lenta ma continua di una società fondata sulla verità e la libertà.

E questo è esattamente quello che compete ai laici oggi e che essi possono realizzare attraverso una politica di unità, di costruzione di grandi ideali, di una vigorosa progettualità, ed il riposizionamento dei valori non negoziabili al centro di questa ricostruzione ideale e politica.

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