Asserto Europa

L’ideale dell’Europa unita va difeso e tenacemente perseguito come grande e storica opportunità da non perdere. Non ci sono altre strade per il progresso comune delle popolazioni europee. Rappresenta un insostituibile segno di fratellanza umana e di benessere condiviso.

Tuttavia, al pari di ogni meccanismo, dopo un certo tempo necessita di una revisione.  Va corretto l’indirizzo sino ad oggi seguito e prevalente che ha finito per costruire una istituzione retta dai vertici dei governi nazionali e della loro burocrazie e non dal divenire di un processo confederativo vieppiù aperto alla nascita di una comunità libera ma integrata di popoli diversi nella loro identità e peculiarità da gelosamente custodire.

Da un originario sentimento di estesa fratellanza che percorreva i cuori pieni di speranza dei cittadini europei si è progressivamente diffusa la percezione di una Europa diventata appartenenza esclusiva dei privilegiati dei singoli Stati membri, quasi  una rappresentanza sovranazionale dei ceti privilegiati : un distacco enorme dal sogno di partenza.

In questa diversa e più ampia cornice è essenziale recuperare le radici cristiane dell’Europa in chiave di personalismo cristiano, da porre a base e fondamento della Istituzione Europea il cui processo costitutivo è ben lungi dall’essere esaurito.

Si rileva pertanto operazione indifferibile abbattere coraggiosamente quelle clausole e quelle parti dei trattati e delle conseguenti direttive che hanno generato e poi reso apparentemente inossidabili le storture che hanno sinora impedito la crescita economica, armoniosa ed equa delle singole nazioni e la integrazione e la comunione piena ed effettiva dei popoli europei.

Partendo da una ineludibile azione di risanamento e di ristrutturazione interna ai singoli Stati che troppo velocemente si sono disancorati da una gestione sana ed equilibrata dei propri bilanci, si deve passare all’eliminazione della regola del fiscal compact per costruire un modello economico europeo basato sulla solidarietà e su una politica di investimenti comuni. Occorre una politica fiscale effettivamente unitaria e comune. Occorre creare fondi comuni di sostegno alla disoccupazione, specie giovanile ed elaborare e realizzare politiche comuni sulla sicurezza e sulla accoglienza al contempo rigide e generose.

Anche per realizzare tutto questo, Convergenza Cristiana 3.0 è impegnata alla rinascita dei partiti di ispirazione Cristiana in tutta Europa giudicando esaurita la funzione ed il ruolo del P.P.E. che ha dimostrato di non essere in grado di recuperare, rappresentare e valorizzare i principii della dottrina sociale della Chiesa e del diritto naturale nel Parlamento e nelle istituzioni europeo omologate non solo verso la apparentemente inarrestabile deriva negazionista dei valori etici sensibili e non negoziabili ma anche verso la indifferenza alla sperequazione e diseguaglianze economiche gravi tra i vari paesi facenti parti della Unione, che si è dovuta registrare in questi anni.

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