Nino Galloni

Economista

Laureato in Giurisprudenza nel 1975 è stato ricercatore presso l’Università di Berkeley, dove ha svolto una ricerca sotto la guida del professor Richard Webster, pubblicata con contributo CNR.

Tra il 1980 ed il 1987 è stato collaboratore dell’economista Federico Caffé (che considera suo maestro) alla facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Roma. Dal 1987 al 1999 ha insegnato alla Luiss di Roma,all’Università degli Studi di Roma, all’ Università Cattolica del Sacro Cuore, all’Università di Modena e all’Università di Napoli.

Galloni è stato Direttore generale, al Ministero del Lavoro alla Cooperazione, dell’Osservatorio sul Mercato del Lavoro, Politiche per l’Occupazione Giovanile e Cassa Integrazione Straordinaria nelle grandi imprese, sindaco all’Inpadap, e all’Ocse. Dal 2010 è stato membro effettivo del collegio dei Sindaci dell’Inps e dal 2015 dell’Inail.  È Presidente fondatore del Centro Studi Monetari, un’associazione per lo studio dei mercati finanziari e delle forme di moneta emettibili senza creare debito pubblico.

Autore di numerose opere tra cui:

  • Momenti del capitalismo nordamericano. 1881-1885, Milano, Giuffrè, 1979.
  • New Deal tra capitalismo e socialismo. Contributo a un dibattito sulla storia del capitalismo americano, Roma, Bulzoni, 1979.
  • Crisi e adattamento. Per una politica economica alternativa, Roma, Bulzoni, 1981.
  • Industria, società e mutamento tecnologico, Roma, Edizioni Studium, 1984.
  • Problemi economici dell’offerta, della moneta e del lavoro, Milano, Angeli, 1984.
  • Struttura dell’economia e prospettive della politica economica, Roma, Edizioni Studium, 1988.
  • La moneta al servizio dell’uomo, con Emanuele Levi, Roma, Edizioni dehoniane, 1989.
  • L’impresa sociale, Roma, Liocorno, 1996.  L’occupazione tradita. [Come il capitalismo affossa il mercato], Roma, Editori Riuniti, 1998.
  • Mercato senza padroni. Condizioni per uno sviluppo socialmente sostenibile, Roma, Ediesse, 2000.
  • Siamo merce o siamo angeli? (Ambiente, lavoro e progresso tecnologico), Roma, Euroma-La Goliardica, 2001.
  • La rivincita dei temperini. Manuale per i perplessi, Roma, Accademia degli Incolti, 2002.
  • Dopo lo sviluppo sostenibile. L’ambiente come obiettivo, la crescita come vincolo, Bari, Palomar, 2002.
  • Misteri dell’euro misfatti della finanza, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2005.
  • Il grande mutuo. Le ragioni profonde della prossima crisi finanziaria, Roma, Editori Riuniti, 2007.
  • La moneta copernicana. I falsi limiti dello sviluppo i veri fondamenti della sovranità, con Marco Della Luna, Due Carrare, Nexus, 2008.
  • Prendi i tuoi soldi e… scappa? La fine della globalizzazione, Roma, Koinè nuove Edizioni, 2010. Chi ha tradito l’economia italiana? Come uscire dall’emergenza, Roma, Editori riuniti university press, 2011; 2012; 2013.
  • Moneta e società. Gli effetti sociali delle politiche monetarie. Il caso italiano, Cesena, Edizioni Sì, 2013.
  • La sana politica economica tra Scilla e Cariddi, con Giovanni Passali, Associazione Copernico, 2013.
  • Il futuro della banca. Lineamenti di teoria bancaria e finanziaria, Roma, Eurilink, 2014.
  • L’economia imperfetta. Catastrofe del capitalismo o rivincita del lavoro?, Novecento Editore, 2015,

CONVERGENZA CRISTIANA 3.0

Convergenza Cristiana 3.0 significa che questa è la terza volta nella recente storia di Italia per cui i cattolici si impegnano e si adoperano per unire il paese.

La Prima fu naturalmente dopo il 1870, quando l’Opera dei Congressi e le mille realtà associative che la componevano fecero entrare nella struttura sociale, economica, culturale e politica del paese i ceti popolari e rurali emarginati dallo Stato Sabaudo, oligarchico e massone, che aveva riunito “manu  militari” l’Italia.

La seconda fu quando il Partito Popolare, prima, e soprattutto la Democrazia Cristiana, poi, operarono la saldatura tra ceti medi borghesi, ceti operai e ceti agricoli, attraverso grandi politiche di riforma e innovazione, ed attraverso l’alleanza tra Democristiani e socialisti, poi abortita nella violenta e cruenta interruzione della terza fase.

La terza è dei nostri giorni, poiché la cosiddetta seconda Repubblica ci ha lasciato un paese profondamente diviso, impoverito e privo di prospettive culturali e politiche, incapace di governare i processi di globalizzazione ed anche di integrazione europea.

E’ su questa base che nascono i nostri asserti, le nostre analisi ed i nostri convegni per tentare di ricompattare il mondo cattolico ( e tutte le persone di buona volontà ) e ridare unità, prospettiva e serenità ai ceti medi ed alla classe operaia impoveriti dalla perdurante crisi, oltre che naturalmente ai numerosissimi poveri che sono finiti a vivere sotto il livello minimo di reddito nel quale si sostanzia la soglia della povertà. Bensì, anche a ridare prospettiva e linfa vitale sia alla classe politica ormai allo sbando e priva di riferimenti forti e chiari, sia ai ceti intellettuali persi nell’inseguimento del “politically correct” e del relativismo più mediocre e sciatto.

3.0 è un termine che chiarisce perfettamente la discontinuità con il passato. Ed infatti la iniziativa politica che si intende proporre ed articolare non è quella di far resuscitare la Democrazia Cristiana, operazione impossibile e ( forse) neanche giusta. ( Al tempo stesso, però è) anche un termine che indica continuità. Ed in effetti noi ci poniamo nella scia dell’interpretazione dinamica e creativa della Dottrina sociale della Chiesa e del Diritto naturale, riproponendoli ed attualizzandoli alla complessiva tematica di oggi riprendendo il discorso  da ‘Centesimus annus’ e da ‘Caritas in veritate’, le ultime grandi pagine scritte su questi temi.

Tutto questo spiega il nostro logo che racconta della globalizzazione che noi vediamo abbracciata dal segno blu, cioè da un segno mariano per eccellenza ed illuminata dalla croce avvolta dalle dodici stelle, cioè dall’amore Mariano, ma guidata dalla Verità e Libertà le quali poi si rapportano in misura diversa tra loro a seconda del brillare dell’intelligenza dell’uomo, tratteggiata da linee argentee curvilinee punteggiate giacché l’equilibrio tra Libertà è Verità è un dato singolare e proprio, specifico di ogni persona.

Tutto questo, infine, dà ragione del nostro essere ‘pro life’, del nostro obiettivo di abrogare la Cirinnà e del nostro atteggiamento fortemente ostile verso ogni e qualunque deriva sociale e politica, che trovi nella radici marxiste, ed idealistiche e nelle derive calviniste e luterane le sue motivazioni ultime ed il suo quadro ideale di riferimento .

3.0 dunque anche nel senso che siamo impegnati a scrivere una pagina nuova, ma in piena continuità con la esperienza di Sturzo, Donati, De Gasperi, Moro e tantissimi altri, nel rapporto tra laicato e gerarchia.

Una pagina che edifichi veramente e non solo a parole una Chiesa quale “popolo di Dio in cammino” e “Sacramento universale di salvezza”.

Una costruzione graduale che passa attraverso la edificazione lenta ma continua di una società fondata sulla verità e la libertà.

E questo è esattamente quello che compete ai laici oggi e che essi possono realizzare attraverso una politica di unità, di costruzione di grandi ideali, di una vigorosa progettualità, ed il riposizionamento dei valori non negoziabili al centro di questa ricostruzione ideale e politica.

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